
giovedì 14 maggio 2020
E' il momento di pensare ad una nuova economia e quindi ad un nuovo Mondo

mercoledì 6 maggio 2020
Corona Virus: se non impariamo la lezione, la prossima sarà peggio
mercoledì 18 dicembre 2019
Angeli e Demoni: il sogno
lunedì 2 dicembre 2019
Treni in ritardo? Parliamo di priorità
mercoledì 27 novembre 2019
Priorità politiche
lunedì 25 novembre 2019
Pensieri casuali
mercoledì 13 novembre 2019
Obbligatorietà seggiolini con allarme: l'ipocrisia del fallimento
La legge che rende obbligatori i seggiolini con allarme anti-abbandono è la sublimazione del fallimento: il fallimento di una politica, che anziché indagare sul perché i genitori corrono il rischio di abbandonare i figli in macchina e andare alla radice del problema, produce una legge consumistica e confusa, che per l'ennesima volta scarica la responsabilità sulle famiglie, costrette ad adeguarsi.
Sia ben chiaro: qualunque ausilio tecnologico che migliori la nostra sicurezza e quella dei nostri piccoli è ben accetto, ma in questo caso il bene dei nostri bimbi dipende dalla qualità della vita dei loro genitori, perciò non si possono dimenticare tutti i problemi e le fatiche che questi ultimi vivono quotidianamente.
L'Organizzazione Mondiale della Sanità parla di allattamento materno, a richiesta ed esclusivo, per i primi 6 mesi di vita del neonato e negli ospedali viene promulgato, giustamente, questo messaggio. La realtà legislativa, però, vuole che le lavoratrici dipendenti abbiano il diritto all'astensione dal lavoro con stipendio al 100% per una durata complessiva di 5 mesi, 2 mesi prima del parto e 3 mesi successivi la nascita del bambino. Le libere professioniste invece rischiano di essere addirittura prive di diritti, in quanto datrici di loro stesse. Non è altamente ipocrita che da un lato lo stato inviti ad allattare i propri piccoli per 6 mesi e poi costringa le mamme a tornare a lavoro prima? Magari anche 8 ore al giorno e con forti pressioni da parte dei datori di lavoro?
Ma in fondo i figli si fanno in due, e quindi il ruolo che da sempre compete alla mamma potrebbe essere rivestito dal papà: peccato che il congedo di paternità sia di soli 7 giorni. Si pensi che in Spagna è di 8 settimane!
Grazie a questa politica i papà vengono estromessi praticamente subito dalle vite dei loro figli: i momenti assieme si riducono alla sera e nei fine settimana, ma questo di certo non aiuta ad alleviare i momenti di stanchezza e stress che si accumulano sempre più.
La stanchezza delle incombenze quotidiane, la pressione del lavoro, l'assenza magari dei "santi" nonni, la vita frenetica che ci viene imposta per "donare un futuro migliore ai nostri figli", ci distrae dalle priorità e può portare a momenti di disattenzione, fino a quei casi, tragici e dolorosi, di bimbi morti in auto a seguito di una dimenticanza.
E allora la domanda è: perché non fare leggi che tutelino i bambini garantendo loro la presenza dei genitori almeno fino all'anno di età? Perché non modificare le leggi sulla maternità e sulla paternità e fare in modo che anche i liberi professionisti ne possano usufruire? Perché non incentivare l'avvio di asili nido aziendali?
Bene quindi gli ausili che impediscano le tragedie, ma renderli obbligatori, con tanto di sanzioni, senza aver prima fatto leggi che supportino le famiglie, qualunque sia la loro composizione non è una conquista, ma un fallimento.
domenica 10 novembre 2019
Pancake semplici
martedì 5 novembre 2019
Remember remember the 5th of november
The Gunpowder Treason and Plot,
I see of no reason
Why Gunpowder Treason
Should ever be forgot.
Guy Fawkes, Guy Fawkes, t’was his intent
To blow up King and Parliament.
Three-score barrels of powder below
To prove old England’s overthrow;
By God’s providence he was catch’d
With a dark lantern and burning match.
Holloa boys, holloa boys, let the bells ring.
Holloa boys, holloa boys, God save the King!»
sabato 2 novembre 2019
mercoledì 23 ottobre 2019
Everyone is me
martedì 22 ottobre 2019
Concordato Casinò: finita la mangiatoia
lunedì 21 ottobre 2019
L'ultimo Orizzonte
domenica 13 ottobre 2019
La guerra è la morte dell'anima dell'umanità
venerdì 11 ottobre 2019
lunedì 7 ottobre 2019
A volte ho pensieri amari
martedì 1 ottobre 2019
Il mio corpo: una grande soddisfazione
15 giorni senza Facebook: che bella sensazione
lunedì 16 settembre 2019
Finalmente libero
martedì 25 settembre 2018
Internet and social. It's the time of the revolt
I born in 1983.
I started to use internet when I was fifteen. The old magic internet.
You decided, you were the owner of your choices, you were the active part.
Everyone had could search, write, know, reach... quite everything!
Of course... It's the same even now, but with a difference. The social networks.
Ten, or even fifteen years ago, internet was synonymous of freedom, of smart people connected to share ideas, projects, thoughts. Even meetings and sexting were different: chat sites, with common and private chats, maybe with a moderator. Inclusive and not exclusive, collective and no individualist. Internet stimulated people to learn, to think, to search, to grow...
Social networks have destroyed all this good things. The average level of awareness, intelligence, consciousness has been rise down, moving the focus from the world, from the globalism, to them selves, to the personalism.
The real meaning of the network has been denatured...
It's time to oppose all of this! It's time to begin my revolt. The revolt against socials and in favour of global consciousness .
Let's start with a strike of the socials and return to the classic use of the Web.






